UN ALTRO STILE DI COMUNICAZIONE

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Sono passati venticinque anni dalla mia prima esperienza equestre.

Fin da subito ho imparato che per cavalcare dovevo sapere solo tre cose: tirare le redini per fermare il cavallo, dare calci per dirgli di andare e infine premiarlo con qualche bella e sonora pacca. Dopo circa dieci anni di monta tradizionale, a mie spese, (vi risparmio la storia triste, purtroppo c’è sempre una storia triste prima di un autentico cambiamento), ho capito che era arrivato il momento di svuotare il cestino dei vecchi insegnamenti, per riempirlo con dei nuovi.

Il cavallo non ha bisogno di essere fermato, salvo che non voglia scappare, lui si ferma semplicemente spegnendo la mia energia, non ha neanche bisogno di ricevere calci per andare, se la mia intenzione è cavalcare e il mio focus è in avanti, lui si muove naturalmente, infine ho capito, partendo dal mio corpo, che lui, il cavallo, (come del resto anche mio marito o i miei figli) preferisce carezze e non pacche. E vorrei sapere chi è colui che non preferisce carezze?

Un bel viaggio, questo, che oggi mi ha restituito la gioia di vivere una relazione intensa e unica con il mio adorato cavallo, una relazione di fiducia e rispetto dove entrambi abbiamo delle responsabilità, e tanta voglia di giocare e divertirci insieme.

 

Ph autore sconosciuto

fiorinda
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