VERITA’ SCOMODE

VERITA’ SCOMODE

Fatico a guardare quella verità che dice che non mi piaci così come sei, che mi fai rabbia, che insieme a te mi annoio, che per quanto ho paura di perderti, a volte preferirei che accadesse.

Fatico a lasciarmi passare questa libertà di espressione, mi sembra troppo forte. Chi sono io per giudicarti, chi per volerti diverso?

So che non capiresti questo sfogo, lo so partendo dal mio non capire, eppure tacerlo è come non permettere alla vita di fluire dentro di me, anche questo che c’è ora è la nostra vita e ho il diritto di dirlo senza sentirmi in colpa.

Mi piacerebbe tu comprendessi che anche io come te sono dentro la ruota del criceto, dentro una relazione che nega la libertà di essere fino in fondo se stessi, e parlo in terza persona perché so che entrambi subiamo questo, entrambi abbiamo paura di quello sconosciuto che potrebbe nascere se solo scegliessimo di bagnarci di sacrosanta verità. Verità che potrebbe farci uscire dalla zona di comodità e sicurezza.

Ora quel sentire nascosto nella profondità di me stessa non si accontenta più di spazi e verità adattate per farti felice, a discapito della mia stessa felicità: questo non va più bene né per me né per te. La vita è un minuzzolo di terra e acqua, io sono il seme germogliato, tutto in me è divino, e ho bisogno di vivere ogni mia espressione senza paura della critica o ancor peggio del giudizio, giudizio che vive anche dentro di me e semina sensi di colpa e paura.

Ho voglia di aprire il portale a tutto quello che di me respingo, non è più il tempo di allontanare ciò che mi appartiene, dentro quella pietra scartata ci sono io, ci sei tu. Proprio da quella pietra voglio ricostruire la mia vita, lasciare che diventi la pietra angolare del tempio di Dio.

Ph autore sconosciuto

fiorinda
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